#FareRete si dichiara favorevole alle perimetrazioni

tratto da ilmamilio.it – nota stampa

L’Urbanistica è una scienza sociale, nasce alla fine dell’Ottocento per definire fenomeni di inurbamento in modo controllato e sostenibile e risolvere i problemi di salubrità ed inclusione sociale, di certo non per dividere e generare emergenze abitative. #FareRete ritiene che il fenomeno dell’abusivismo edilizio a Grottaferrata si sia generato anche per effetto della speculazione edilizia dei terreni edificabili o classificati edificabili dal PRG del 1972, in quanto la politica locale non ha saputo gestire nel tempo l’attuazione del Piano, i terreni edificabili sono passati in mano ad un sistema produttivo composto da imprese oligopoliste che hanno a loro volta realizzato un cartello economico, decidendo di fatto la rendita finanziaria e i prezzi di vendita del mercato edilizio, ponendo così sul mercato un’offerta sempre inferiore alla domanda, portando il livello dei prezzi della casa a costi non più accessibili alla popolazione autoctona e alle fasce monoreddito o con reddito basso.

Tale condizione non ha condotto la politica a determinare un’azione di calmierazione dei prezzi, introducendo varianti puntuali del PRG con l’inserimento di Piani di Zona sulla base della politica abitativa che di volta in volta veniva a definirsi. Nel tempo, dunque, non sono stati forniti indirizzi strategici per poter risolvere l’emergenza abitativa, segno di miopia politica e di incapacità di governo del territorio. Per #FareRete “governare” non significa agevolare i poteri di oligopolio ed alimentare i cartelli economici, ma al contrario, è spezzare quelle catene definendo processi virtuosi di economia urbana, sociale e civile. E la rete civica fa di questi principi la propria bandiera politica.

Con riferimento alla commissione del 19 settembre dedicata all’annoso tema delle perimetrazioni dei nuclei abusivi #FareRete intende con forza distinguersi rispetto alla “nuova” posizione assunta dalla Amministrazione, ora contraria alle perimetrazioni, resa pubblica in aula dall’ intramontabile Assessore (all’urbanistica o alla cultura?) Architetto Luciano Vergati che speriamo riesca ad occuparsi prima o poi anche dell’attuazione di una specifica politica culturale del Comune non limitandosi ad accogliere per lo più iniziative organizzate da associazioni ed enti privati che con generosità, competenza e straordinario entusiasmo stanno di fatto colmando un vuoto istituzionale nella programmazione di iniziative culturali, artistiche e dello spettacolo (vedi l’estate ed il settembre grottaferratese).

#FareRete, restando fedele al programma elettorale condiviso e sottoscritto da tutti i gruppi rappresentativi della coalizione in sostegno di Andreotti, ritiene doverosa la realizzazione delle perimetrazioni dei nuclei abusivi per ragioni politiche – considerata la rilevanza sociale ed ambientale del problema – e normative nel rispetto dell’articolo 107 della Costituzione, del diritto alla abitazione (sancito dall’art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dall’art. 11 della Convenzione Internazionale sui diritti economici sociali culturali, nonché dall’art. 31 della Carta Sociale Europea riveduta) e della legge regionale n. 28 del 1980 che all’art. 1 recita “I comuni del Lazio sono tenuti a procedere, mediante apposite ed organiche iniziative: al rilevamento delle costruzioni abusive esistenti nel territorio del comune”; e più avanti così prosegue: “La individuazione dei nuclei edilizi abusivi […] consiste nella perimetrazione delle parti del territorio occupate da costruzioni abusive nonché delle aree inedificate da destinare ad edilizia residenziale e a recupero degli standard urbanistici”.

Per le stesse ragioni restiamo molto perplessi nei confronti della relazione di appena sei pagine redatta dal tecnico incaricato (anche egli assente il giorno della commissione) e che l’Amministrazione intende adottare per non fare le perimetrazioni. Tale documento a nostro giudizio presenta delle criticità che meriterebbero un maggiore approfondimento nelle sedi istituzionali. In senso generale ci sembra che non sia un lavoro impeccabile poiché: 1) non riporta in modo completo le norme, le deliberazioni di Giunta e di Consiglio Comunale, i percorsi amministrativi che sono stati posti in essere dal 2012 ad oggi; 2) non sono menzionate le interferenze con i piani sovraordinati di livello regionale, provinciale e degli enti di livello regionale; 3) non ci sono riferimenti al valore sociale della pianificazione urbanistica; 4) non sembra rispettare l’accordo di programma sottoscritto tra Comune e Regione nel 2012 che di fatto supera le norme del PTPG, trovando applicazione solo nelle norme di livello regionale; 5) fatto edilizio e progettazione urbanistica sono due cose distinte, mentre qui vengono sovrapposte e intrecciate: l’analisi dello stato di fatto confonde il procedimento edilizio con la pianificazione urbanistica, computando superfici che non sembrano avere nulla a che vedere con i condoni presentati.

Siamo sbigottiti infine dall’atteggiamento del Sindaco Architetto Luciano Andreotti che non solo cambia completamente posizione rispetto al programma elettorale, ma anche rispetto alle sue stesse dichiarazioni pronunciate in un recente consiglio comunale. Non capiamo il motivo per cui il Sindaco prima ha incontrato più volte in Comune il Comitato della Molara per condividere il tema e poi improvvisamente ha interrotto ogni contatto fino al punto di negare, durante una Commissione urbanistica di alcuni mesi fa, il fatto che tali incontri siano effettivamente avvenuti. Anche l’assenza nella Commissione del 19 settembre per motivi istituzionali ci lascia perplessi. Una commissione urbanistica su un tema così importante può anche essere rinviata per garantire la presenza del Sindaco e del tecnico incaricato.

Non capiamo.. Un altro Andreotti ha detto che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina” e allora non vorremmo pensare male, ma questa improvvisa virata verso le posizioni di “Città al Governo” non ci lascia indifferenti… Soprattutto osservando gli atteggiamenti della consigliera Architetto Rita Consoli che non perde occasione per polemizzare dai banchi dell’ “opposizione” quasi esclusivamente con i consiglieri comunali Massimo Garavini e Veronica Pavani “critici” di “maggioranza”… azioni, parole e gesti che forse non sono del tutto casuali e magari acquisteranno un preciso significato a posteriori. Qualche novità scottante bolle davvero in pentola? Ribaltoni in vista? Non ci resta che aspettare…

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